Neuralink: il futuro è ora

Elon Musk è risaputo essere tra gli uomini più ricchi del mondo. L’imprenditore naturalizzato statunitense, nominato uomo dell’anno 2021 dalla rivista «Time», sta attualmente lavorando all’ennesimo ambizioso progetto che porta il nome di Neuralink. Lo scopo di quest’ultimo è quello di raggiungere una democratizzazione della società, trovando, dunque, un accordo simbiotico tra l’intelligenza umana e quella artificiale. In poche parole, rendendo indiscriminatamente tutti iper-intelligenti.

Oltre ad essere il nome della società neurotecnologica fondata a San Francisco, Neuralink è un chip innestabile rimuovendo una piccola parte di cranio (grande come una monetina), mediante un’operazione chirurgica realizzata da un robot di precisione. Dopo aver inserito l’elettrodo, lo stesso robot reinserisce la parte di cranio precedentemente asportata chiudendola con un collante per ferite. Ad operazione terminata, rimarrà solo una piccola cicatrice.

È proprio l’azienda ad assicurarci che questa interfaccia cervello-macchina possa apportare notevoli miglioramenti alla qualità della vita.

Si è parlato di miglioramenti nel campo della salute; sia che riguardino il monitoraggio della stessa, avvisando di possibili imminenti ictus o infarti, ma anche per la risoluzione di problemi neurologici. Ad esempio: alzheimer, demenza, lesioni del midollo spinale, danni cerebrali, paralisi, sordità, cecità, perdita di memoria, trattamento di dipendenze, dolore estremo, convulsioni, depressione, ansia e insonnia.

Inoltre, miglioramenti nel quotidiano. Fungendo anche da smartphone, favorisce un facilitato accesso ad internet, riproduzione della musica e perché no, in un futuro (neanche estremamente remoto) sarà possibile salvare e riguardare i propri ricordi (recuperate Black Mirror- ep.3 s01 su Netflix per fantasticarci sopra) oppure sperimentare la “supervista” tramite ultravioletti, infrarossi o radar. L’azienda ha anche dichiarato che il chip leggerà nel pensiero, sarà possibile trasmettere o scrivere parole, controllare il computer ed utilizzare il telefono senza dover toccare nulla.

Il prezzo inizialmente sarà elevato, ma si spera che possa scendere rapidamente arrivando a qualche migliaio di dollari, operazione inclusa. Di certo, le funzioni sono molteplici e l’utilizzo semplice: si ricaricherà come un telefono e sarà wireless.

Musk fa del sarcasmo riguardo il suo aspetto, testualmente dice che «è come avere, per molti aspetti, un FitBit nel vostro cranio con tanti piccoli fili». È egli stesso a fare la presentazione dell’evento direttamente da un palco-stalla dove, oltre ai giornalisti seduti su dei tavolini, è presente il team di Neuralink affiancato da tre maiali, i quali servono ad illustrare l’esperimento.

Nel primo recinto c’è un maiale: Joyce, il quale non ha l’impianto. Nel secondo, invece, c’è Dorothy, alla quale avevano istallato e poi rimosso l’impianto, con lo scopo di dimostrarne la reversibilità in caso di rimozione o di aggiornamento. Infine, nel terzo recinto c’è Gertrude che ha il chip da due mesi ed è «felice ed in salute»: ogni volta che lei con il muso tocca qualcosa, invia degli spike neuronali che vengono intercettati da Neuralink e proiettati su un maxi schermo, situato alle sue spalle, che ne mostra il movimento cerebrale.

Mesi prima era già stato effettuato un altro esperimento su un macaco di nove anni, al quale erano stati inseriti due chip Neuralink (uno da un lato ed uno dall’altro) circa sei settimane prima. Questi, interagiscono con un computer mentre l’animale sorseggia un frullato alla banana. Una volta collegati ad un telefono tramite bluetooth, proprio come se fossero delle cuffiette, è possibile osservare il movimento cerebrale del primate. I link registrano più di mille elettrodi impiantati nella corteccia motoria: alcuni possono essere più attivi quando sposta la mano verso l’alto, altri quando la sposta verso il basso, si ha così la capacità di prevederne i movimenti. Gli viene poi scollegato il joystick e comincia ad utilizzare Neuralink come pad per giocare, inconsapevolmente.

Il funzionamento in questo caso è estremamente semplice: Neuralink registra e decodifica i segnali elettrici del cervello.

Ora Musk si sente pronto a dare il via alla sperimentazione sugli esseri umani, poichè certo che l’intelligenza artificiale non possa compromettere la salute.

Questa avanguardia tecnologica ci permetterà di comunicare in modalità wireless con tutto e tutti: i nostri pensieri, le nostre paure, gioie; stravolgendo l’attuale modus operandi comunicativo, trasformandolo in stampa meccanizzata. Potrebbe essere la prossima rivoluzione tecnologica che sconvolgerà (alcune) industrie come ad esempio quelle del computer o della telefonia.

Nulla di simile era stato provato finora, e considerata la portata del cambiamento che si accinge ad avere sulle vite degli abitanti della società industrializzata. Dietro è presente una complessa questione sulla regolarizzazione ed il controllo del chip. Si tratta di una vera e propria fusione della nostra realtà sensoriale con una realtà automatizzata più rapida, esponenzialmente più potente. Ma se da una parte i benefici sono molteplici e lampanti, dall’altra però l’azienda non fa molta chiarezza riguardo alcuni punti. Nello specifico, se sarà di facile fruibilità proprio per via della sua somiglianza ad uno smartphone, sarà perciò anche potenzialmente soggetto ad attacchi da parte di hacker.

È da aggiungere che l’etica dietro la quale è celata la questione della “lettura dei pensieri”, da molti considerata “moralmente immorale”, potrebbe divenire uno dei più grandi spartiacque nel concetto di privacy, portandoci a dover ridefinire la nozione di riservatezza personale. E quel limite che fino a prima era invalicabile grazie al confine intrinseco alla natura stessa del linguaggio.

Dunque è quasi certo che, almeno all’inizio, saranno in molti, e ben divisi, sia gli entusiasti che i restii, ma questa è la legge della Silicon Valley: se non destabilizzi a sufficienza, evidentemente non stai innovando abbastanza.

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