È (quasi) tempo di Pride

Il Pride, chiamato fino a qualche anno fa Gay Pride, è prima di tutto la manifestazione dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+ e una straordinaria festa di libertà. L’esigenza della nostra comunità di far avanzare le proprie istanze, di far sentire la sua voce e dare orgogliosamente visibilità ai suoi volti è più forte che mai.

Dopo due anni di pandemia, incertezze e l’affossamento della legge Zan contro l’omo-lesbo-bi-trans-a-fobia, la misoginia e l’abilismo, è tempo di tornare a manifestare. È (quasi) tempo di Pride. L’Italia è pronta a scendere in piazza per promuovere l’amore libero e non solo. Sono già una ventina le date confermate in diverse città dove lOnda Pride potrà scendere in piazza e sfilare in corteo per i diritti della comunità LGBTQIA+ italiana.

Le parate si tengono solitamente nel mese di giugno, definito anche Pride Month, per commemorare i moti di Stonewall avvenuti a New York. Nelle prime ore del mattino del 28 giugno del 1969, nel Greenwich Village di Lower Manhattan, scoppiarono dei violenti disordini in seguito all’ennesimo raid della polizia in un bar frequentato da persone omosessuali e transgender, lo Stonewall Inn di Christopher Street. L’eco suscitata da quella ribellione diede forza al movimento arcobaleno che iniziò da allora ad acquisire maggiore visibilità e peso politico-sociale, rivendicando e spesso ottenendo maggiori diritti e maggiore rispetto (nel 1990, l’omosessualità e la transessualità sono state depennate dalla lista dell’Oms della malattie mentali).

Nel 1978 l’artista e attivista Gilbert Baker di San Francisco realizzò la prima bandiera rainbow a 8 colori. L’ispirazione per la bandiera era ovviamente l’arcobaleno, simbolo di pace e armonia, associando a ogni colore un significato: sessualità per il rosa, vita per il rosso, guarigione per l’arancione, luce del sole per giallo, natura per il verde, magia per il turchese, pace per l’indaco e spirito per il viola. L’anno successivo i colori scesero a sei con la fusione di turchese e indaco in un solo blu e l’assenza del rosa. Da allora la bandiera ha avuto rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola. Stessi colori, ma disposizione inversa rispetto alla bandiera della pace e nessuna scritta. Ad oggi troviamo il marrone e il nero come colori per rappresentare le persone di colore LGBTQIA+ e il bianco e il rosa legati all’orgoglio transgender. Dal 2015 la prima versione della bandiera arcobaleno è esposta al MoMa di New York ed è considerata il simbolo dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+ a livello internazionale.

Sono passati 53 dai moti di Stonewall e dal primissimo Pride, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Il movimento LGBTQIA+ non riguarda solo diritti e libertà legislative, ma anche libertà sociali e culturali che spesso non vanno alla pari con la legge. Il Pride può funzionare dunque come un’occasione per ottenere visibilità e riconoscimento sociale come comunità unita, sia dove i diritti sono garantiti che dove non lo sono. Una celebrazione annuale non risolve le cose, ma è per moltissimə un’occasione di ispirazione e di motivazione.

Possono partecipare tuttə al Pride? La risposta sembra scontata, ma non a tutte le persone è chiaro che il Pride è una manifestazione pubblica aperta a tuttə, in maniera indipendente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. E anzi, il sostegno delle persone eterosessuali e cisgender che scelgono di appoggiare apertamente la comunità LGBTQIA+, è fondamentale. I cosiddetti straight ally (alleati) svolgono un ruolo sostanziale nella lotta al pregiudizio e allo stigma nei confronti delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, intersessuali, queer, etc…

L’Onda Pride 2022 è dietro l’angolo e partecipare alle parate significa appoggiare l’idea di una società più inclusiva in cui l’identità di genere o le preferenze sessuali non siano motivo di discriminazione. Il Pride celebra l’amore verso noi stessə e verso le persone che condividono con noi questa festa. In generale i temi centrali di quest’anno saranno il matrimonio egualitario, lo ius soli e la legge contro l’omo-lesbo-bi-trans-a-fobia. Ed ovviamente non poteva mancare un riferimento alla guerra in Ucraina, sarà un Pride nel nome della Pace. Non vi resta che scegliere la data e il posto adatti a voi!

9 aprile 2022 – Sanremo Pride

4 giugno 2022 – Cremona Pride

4 giugno 2022 – Torre Annunziata Vesuvio Pride

11 giugno 2022 – Bergamo Pride

11 giugno 2022 – Roma Pride

12 giugno 2022 – Novara Pride

18 giugno 2022 – Lecco Pride

18 giugno 2022 – Torino Pride

18 giugno 2022 – Varese Pride

18 giugno 2022 – Livorno Toscana Pride

25 giugno 2022 – Bologna Pride

25 giugno 2022 – Perugia Umbria Pride

25 giugno 2022 – Teramo Abruzzo Pride

2 luglio 2022 – Catania Pride

2 luglio 2022 – Napoli Pride

2 luglio 2022 – Milano Pride

2 luglio 2022 – Sassari Sardegna Pride

9 luglio 2022 – Brescia Pride

9 luglio 2022 – Palermo Pride

30 luglio 2022 – Rimini Pride

(Consultare il sito https://ondapride.it/pride/ per eventuali aggiornamenti).

 

2 pensieri riguardo “È (quasi) tempo di Pride

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