LGBT+ History Month Italia: ricostruire una storia taciuta

Si sente sempre più spesso parlare di come la storia che si studia nelle scuole sia la storia dei vincitori, ovvero parziale e raccontata da un solo punto di vista. Ci sono intere parti di racconto oscurate e storie di persone distorte o cancellate. Persone nere, asiatiche, nativi americani o persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+, persone la cui esistenza viene raramente ricordata, forse solo in alcuni libri o specifiche lezioni universitarie.


In questo contesto nasce l’idea si istituire il LGBT+ History Month Italia, un mese in cui celebrare la storia della comunità LGBTQIA+. Sulla scia degli LGBT+ History Month che già si celebrano in molti altri Paesi del mondo, un gruppo di persone (principalmente ricercatorɜ o attivistɜ) ha pensato di istituire una celebrazione tutta italiana per ricordare e dare visibilità a tutti i passaggi che hanno portato alla situazione attuale della comunità.

Il primo LGBT+ History Month nasce negli USA grazie all’insegnate Rodney Wilson, ispirato da celebrazioni quali il Black History Month o il Women’s History Month. La sua idea era quella di istituire una ricorrenza di durata mensile in cui ricordare le tappe fondamentali della storia della comunità queer, organizzando eventi e manifestazioni a tema. L’obiettivo era stimolare l’autoconsapevolezza e incoraggiare la lotta contro le discriminazioni.

Con gli stessi punti chiave, il gruppo italiano incontratosi grazie al progetto editoriale Obliqua. S/Oggetti LGBTQIA+ ritrovati, ha pensato di istituire un’analoga commemorazione italiana ad aprile. Avvalendosi della collaborazione di numerose associazioni e di singoli, si vorrebbero realizzare numerosi eventi, presentazioni e manifestazioni per riscoprire una storia dimenticata e mai raccontata, se non all’interno della comunità stessa. Questo perché la storia delle comunità marginalizzate è parte integrante della storia dell’umanità intera, oltre che necessaria per comprendere la situazione odierna, forse tragica in Italia.
Negli USA è stato scelto il mese di ottobre in modo da comprendere il National Coming Out Day (11 ottobre) e ricordare le prime marce su Washington del 1979 e 1987. Anche Canada e Australia hanno optato per lo stesso mese, mentre ad esempio nel Regno Unito si celebra a febbraio e in Germania a maggio.

Perché in Italia è stato scelto proprio aprile?
Il 5 aprile 1972 avvenne quella che viene ricordata come la Stonewall Italiana, in riferimento ai moti e alle rivolte che nel 1969 hanno invaso New York e che hanno portato alla nascita dei movimenti di liberazione omosessuale prima, e dei Pride poi. Quel giorno a Sanremo si stava svolgendo il Primo Congresso Internazionale di Sessuologia, organizzato dal Centro Italiano di Sessuologia, in cui erano previsti dibattiti sull’omosessualità e in particolare sulle terapie di conversione. Per questo militanti del neonato F.U.O.R.I! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) si posizionarono davanti al Casinò di Sanremo con volantini e cartelloni, prendendo per la prima volta la parola pubblicamente come omosessuali dichiarati. La portata rivoluzionaria di questo evento ha fatto sì  che ancora oggi lo si ricordi come il momento di nascita del movimento di liberazione omosessuale italiano, e come la prima manifestazione pubblica italiana in difesa dei diritti della comunità queer.

In realtà il mese di aprile è importante anche per un altro evento, come viene ricordato sulla pagina internet del progetto Le Radici dell’Orgoglio: il 15 aprile 1971 uscì su La Stampa l’articolo L’infelice che ama la propria immagine, recensione di un libro in cui uno psicologo raccontava di come fosse riuscito a curare un uomo omosessuale. Questa pubblicazione fu la scintilla che portò alla fondazione a Torino del primo movimento politico a carattere prettamente omosessuale, proprio il F.U.O.R.I!, che di lì  a poco iniziò a pubblicare anche l’omonima rivista, prima in Italia a dare voce direttamente alle persone omosessuali.

In attesa che questa ricorrenza venga istituzionalizzata, chiunque voglia aderire e partecipare può farlo tramite il sito internet dell’iniziativa. È giunto il momento di recuperare i fili della nostra storia, ricostruire la trama politica e sociale di una comunità per lungo tempo dimenticata, insieme molte altre, e costruire così le nostre identità personali, sociali e politiche anche grazie alla storia che ci appartiene.
Essere raccontati e raccontarsi come soggetti è ancora privilegio di pochɜ. Il LGBT+ History Month Italy è un’occasione per fare un passo avanti e permettere a tuttɜ di avere una propria storia, quindi di esistere.

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