Harry’s House: l’album dell’anno?

Massima espressione del pop contemporaneo, ben oltre la musica, da sempre impegnato nella lotta alla mascolinità tossica, punto di riferimento per l’abbattimento degli stereotipi di genere: Harry Styles è tornato sul mercato discografico con il suo nuovo album Harry’s House, uscito il 20 maggio su tutte le piattaforme digitali.

Nel disco dell’ex cantante dei One Direction  vi sono 13 registrate in diverse location durante il biennio investito dalla pandemia: da Los Angeles a Tokyo passando per Londra. L’artista britannico ha potuto giovare delle vibes rilasciate dalle varie città in cui ha vissuto durante la lavorazinone, e questo miscuglio di immagini e sensazioni è facilmente percepibile all’interno del prodotto. Nella casa di Harry troviamo infatti una palette di generi: pop, yacht rock, funk country, R&B e synth Rock.

Il disco è un prodotto fluido, che tende a sfuggire alle definizioni più banali e fossilizzanti. Styles è riuscito ad attrarre un pubblico vastissimo: ascoltando l’album e immergendosi in tutti i suoi riferimenti, si possono notare legami con background diversi di generi più disparati.

«In this world, it′s just us

You know it’s not the same as it was

As it was, as it was

You know it′s not the same» 

https://open.spotify.com/track/4LRPiXqCikLlN15c3yImP7?autoplay=true

Altro elemento della musica di Harry Styles che colpisce da sempre l’ascoltatore è la sua fortissima emotività. Stesi sopra melodie rilassanti, si trovano spesso testi intensi, tristi fino a diventare in determinati momenti strazianti. Avere la forza di riuscire a raccontare la propria vita ricca di sfumature senza soffermarsi su un solo stato emotivo è un traguardo molto difficile da tagliare, e l’ex 1D c’è riuscito.

Un tratto distintivo dell’artista in questione è sicuramente la cura maniacale che ha avuto nella creazione della propria immagine da performer a 360°: musicista, influencer e persino attore, come si evince dalla sua recente partecipazione nel cast del film Dunkirk, diretto da Cristopher Nolan. Un vero e proprio animale da palcoscenico, che con questo terzo sigillo ha raggiunto definitivamente maturità artistica, lasciandosi così alle spalle la sagoma da ragazzino della boyband idolo delle teenagers, per fare spazio all’uomo diventato icona della scena pop attuale.

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