Modena e Venezia: esempi di stile

L’identità è ciò che contraddistingue ogni essere umano, ogni progetto, ogni squadra. Nel mondo dello sport unisce milioni di persone tramutandosi in uno stile di vita. I loghi societari sono il biglietto da visita della squadra, lo stemma portato con orgoglio sul cuore e difeso strenuamente.

La Juventus è stata la prima a realizzare un logo completamente diverso dal precedente, nel 2017, all’insegna della semplicità. Successivamente il Pordenone nel 2020 e l’Inter l’anno scorso. Questa estate è toccato a Modena e Venezia, due storiche squadre italiane che disputeranno la Serie B 2022/23.

Partiamo dal rebranding del Modena. La squadra gialloblù è fallita nel 2018. La società ha quindi dovuto ricostruire la rosa da zero. Giunti nel 2021 ad avere una delle formazione poi forti in Serie C, i canarini hanno chiuso il campionato al primo posto. Con il ritorno in Serie B il presidente Carlo Rivetti, proprietario di Stone Island, ha pensato di ridare nuova linfa al club. Il profondo rebranding parte dal simbolo della città, il canarino, che non era visibile nel logo del club da più di quarant’anni. Un disegno semplice di color giallo contornato da un blu notte presente anche nella scritta «Modena 1912», con lo stile utilizzato dal giornale Modena Flash negli anni ’60.

«Non ci siamo inventati niente, ma da oggi il canarino torna protagonista», ha affermato Mattia Rivetti, nipote del presidente Carlo. «In un’era digital il nuovo logo si sposa meglio con tutti i dispositivi. Dal punto di vista cromatico, abbiamo eliminato l’oro per farlo rendere meglio. Il nuovo logo sarà sulle maglie dalla prossima stagione, e non sarà abbinato a quello vecchio»

Anche prima dell’acquisto del Modena, Carlo Rivetti e il calcio hanno sempre avuto un rapporto profondissimo, nonostante la grande espansione e il successo a livello globale, Stone Island ha sempre mantenuto uno stretto legame con Modena e con l’Emilia. A chiudere il cerchio è la nuova divisa da gara. Con l’arrivo di New Balance come sponsor tecnico, i gialloblù cercheranno la promozione in Serie A con una delle maglie più belle del campionato cadetto.

Saliamo in Veneto per raggiungere la regina dell’Adriatico, Venezia. Da anni la squadra della città ha intrapreso una grande strategia di comunicazione e marketing. A spiccare, è lo sviluppo di uno storytelling accattivante, incrementando, a livello globale, la notorietà della società. Dopo una stagione deludente conclusa con la retrocessione in B, i leoni d’oro hanno modernizzato il logo societario.

Questa volta la reinterpretazione del Leone di San Marco si inserisce bene in un percorso innovativo che rispetta, innovandole, le tradizioni della città e del club. Una «V» con gli apici arancioni e verdi su uno sfondo nero. Sulla destra della lettera, i richiami alle ali dell’animale ricordano le prue delle gondole.

Tutto il lavoro è merito di uno degli studi di design più importanti al mondo, Bureau Borsche. In Serie A si era già occupato della nuova identità dell’Inter – il logo e la campagna “I M INTER”.

Le nuove divise sono un vero capolavoro. La prima: total black ornato da una striscia arancione-verde che scende su tutto il braccio, presente anche sul colletto. La seconda: una divisa girocollo bianca con i colori societari ad impreziosire lo sponsor tecnico, il logo della squadra e la scritta presente anche nella prima divisa, “Città di Venezia”.

Le due società sono un esempio di come anche le squadre “minori” abbiano la voglia di emergere in un paese che sta attraversando una forte crisi nel mondo del calcio. Puntare su una buona comunicazione, sapersi raccontare, è la strada giusta.

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